giovedì 26 marzo 2015

Il cinema di Dan Brown

In realtà si dovrebbe parlare del cinema di Ron Howard, poiché Dan Brown con la macchina da presa c'entra poco, ma questo post intende riferirsi specificamente ai film tratti dai suoi libri, quindi Howard in questo caso è un mezzo e non l'obiettivo (anche se poi lo stile che abbiamo visto sul grande schermo è stato indubbiamente il suo). Il Codice Da Vinci e Angeli E Demoni sono stati due casi eclatanti cinematograficamente parlando ma non solo; con o senza merito hanno ingenerato dibattiti all'ultimo sangue, quantità industriali e pregiudiziali di critiche ed entusiasmo, fiumi e fiumi di snobismo spocchiasnob, e comunque hanno segnato il 2006 e il 2009, i rispettivi anni di uscita. Lasciamo perdere i libri, che personalmente non ho letto, e sui quali non esprimo alcun giudizio di merito. Li avete letti e vi sono piaciuti? Ok. Li avete letti e non vi sono piaciuti? Ok. Non li avete letti e ne avete parlato male? Non è ok ed ha poco senso. Un film tratto da un libro diventa un'altra cosa; chiaro che l'ispirazione sia quella, la fonte, la scintilla sia rintracciabile nelle pagine scritte, ma poi il regista, lo sceneggiatore, il team produttivo, o chi per loro, se ne appropriano e realizzano un lavoro personale, che potrà contenere più o meno riferimenti al libro di origine, ma che acquisisce il sacrosanto diritto (pagato a suon di banconote) persino di stravolgere totalmente la storia di partenza. Se dunque Howard si è concesso tonnellate di licenze poetiche rispetto a Dan Brown - come molti hanno fatto notare - mettiamo pure a verbale, ma la cosa di per sé è poco rilevante e fa parte delle regole del business.

Si apre quindi tutto il capitolo "inesattezze della sceneggiatura rispetto alla realtà storica". Notoriamente i due film sono stati massacrati per le tesi veicolate nei 281 minuti complessivi di durata. Basta aprire Wikipedia per scorrere un elenco infinito di errori storici, filosofici, culturali, artistici, accademici, dottrinali, persino geografici che le due pellicole snocciolano con eccessiva leggerezza e superficialità. Ora, tutto vero, tutto giusto, tutto incontrovertibile; tuttavia se questa è l'unica freccia all'arco di chi critica, c'è poca polpa. Per due motivi, a mio parere sostanziali:
1) siamo nell'ambito della fiction, della narrativa, della invenzione (anzi, dell'invenzione al quadrato, perché già Brown inventa, poi Howard ci ripassa sopra con ulteriore farina del suo sacco), Il Codice Da Vinci e Angeli E Demoni non sono documentari della BBC o di History Channel, non sono puntate di Super Quark né tantomeno produzioni del National Geographic, in poche parole non sono tenuti a rispettare alcunché e legittimamente manipolano e trattano la storia come risulta più funzionale al racconto di pura fantasia che intendono offrire agli spettatori. E' cinema di intrattenimento, non deve passare al vaglio di nessuna commissione storico-scientifica, va preso per quel che è, come fosse Indiana Jones o Mission Impossibile. Credete a tutte le diavolerie tecnologiche di James Bond? Credete a tutti gli inseguimenti di Jason Bourne? Credete a tutte le accelerazioni di Fast And Furious? Idem per i Dan Brown movies, è fuffa, dichiarata, ben confezionata, avvincente, divertente, piena di ritmo e capovolgimenti di fronte. La storia la studiate a scuola, o in libreria se vi andate a comprare un bel saggio critico di qualche cattedratico presenza fissa a convegni e seminari di altrettanti cervelloni come lui.
2) State guardando un film, e dovete giudicarlo col metro appropriato, quello di un prodotto di finzione, un blockbuster destinato ad intrattenere. Compie il suo dovere? A mio giudizio lo fa e alla grande. Soprattutto Il Codice Da Vinci è un più che discreto film, pieno di azione, thrilling, misteri e personaggi interessanti. Il budget messo a disposizione è stato stratosferico, e si vede; Howard è un regista che sa il fatto suo, e si vede. Tom Hanks, Ian Mckellen, Audrey Tatou sono fior di attori, e si vede. Il resto è una storia larger than life, sensazionalistica, XXL, che lascia il tempo che trova e si sgonfia un minuto dopo i titoli di coda...embé? Mica doveva insegnarvi il senso della vita; doveva solo intrattenervi per due ore abbondanti, e la sua mission per quanto mi riguarda la raggiunge egregiamente.

In Europa siamo fin troppo smaliziati sull'approccio americano alla Storia e ai misteri, col relativo codazzo di complottismi e dietrologie. Dan Brown, nonostante si sia documentato come un topo di biblioteca, rilegge interi secoli con la sommarietà e la faciloneria di chi abita dall'altra parte dell'Oceano, è affascinato da monumenti, grandi uomini e scoperte meravigliose, e si aspetta che uno più uno faccia sempre e comunque due, senza eccezioni, sfumature, sottigliezze di sorta. Se su un piano di verosimiglianza storica e approfondimento critico il lavoro di Brown - e conseguentemente del film - rimane su di un livello pazzescamente ingenuo e manicheo, per quanto attiene al meccanismo narrativo, alla tensione, al ritmo, al portare vorticosamente il lettore/spettatore dentro la storia e fargli vivere un'avventura emozionante, l'operazione è perfettamente riuscita e merita il plauso. Il Codice Da Vinci e Angeli E Demoni sono due film gradevoli e coinvolgenti (più il primo del secondo), senza per questo meritare di essere proiettati nelle scuole per il loro valore istituzionale. Chiaro che la Chiesa Cattolica abbia avversato in ogni modo i film, arrivando a proibire di allestire i set nell'area Pontificia e nei luoghi di culto; ognuno fa il suo suo mestiere, e per tutta risposta la Columbia Pictures ha ricostruito buona parte di Piazza San Pietro in una gigantesca area dismessa per camion a Los Angeles, così come pure la Cappella Sistina è stata replicata. Gli incassi sono stati stellari, le critiche violentissime, gli spettatori del film sono stati trattati alla stregua di lettori di settimanali per zitelle pettegole, perché citare i vangeli apocrifi non è una roba scientifica, Galileo Galilei non avrebbe mai potuto conoscere certe statue del Bernini, l'appartamento papale viene sigillato fino all'elezione del nuovo Pontefice e non solo per nove giorni, etc. etc. Nulla di scientifico insomma (però quelli che credono alle scie chimiche magari poi vanno in Parlamento a furor di popolo). E infatti non è proprio nulla di scientifico, è un film, anzi due, tra poco anche tre.

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