lunedì 11 febbraio 2013

Rivelazioni di un Maniaco Sessuale al Capo della Squadra Mobile

Ancora oggi questo film è irreperibile in dvd in un'edizione italiana, per averlo una buona soluzione è ricorrere all'edizione Camera Obscura (Deutschland), uscita in due diverse varianti, una digipack super accessoriata ed oramai fuori catalogo, ed una più proletaria, ma ugualmente valida e ancora reperibile (credo).
Già questo di per sé dona un alone di culto alla pellicola di Roberto Bianchi Montero, datata 1972. Montero fa l'attore nei primi anni '40 e poi si dedica alla regia (ma anche alla sceneggiatura); dirige uno sfracello di film, generi vari, avventura, western, mondo movies, erotici, comici (pure Franco e Ciccio, per dire). All'altezza delle Rivelazioni di un Maniaco Sessuale è quasi a fine carriera (affollata di cosce, tette e culi), tuttavia, a dispetto del titolo pruriginoso, il film si segnala come un giallo thriller, naturalmente con una innegabile propensione all'erotismo, ma anche solleticato dalle novità di Dario Argento in fatto di killer coi guanti neri e le lame di coltello che grondano sangue. Rivelazioni è un tipico film di genere, nel senso che si abbevera di topoi e stereotipi del filone e li ripropone al pubblico, mai sazio di gialli all'italiana conditi con qualche nudo interessante.

La trama, anche un po' complicata e non priva di incongruenze e piste inspiegabilmente abbandonate, vede una serie di delitti, tutti riguardanti l'alta borghesia di una non precisata provincia italiana; donne altolocate vengono uccise malamente una dopo l'altra (con segni rituali ricorrenti). Sui loro corpi vengono ritrovate delle foto che le ritraggono in inequivocabili atteggiamenti adulterini. Il volto del loro amante è sempre irriconoscibile. C'è un giustiziere in città che punisce tutte le donne infedeli. La Polizia brancola nel buio, fino a che l'Ispettore Capuana non escogita uno stratagemma per stuzzicare l'assassino. Il piano funziona e, sebbene a caro prezzo, il colpevole verrà individuato.

L'ispettore è un improbabile Farley Granger, sobrio, elegante, dal capello retrò e lo sguardo malinconico, pare francamente fuori parte, più adatto ad una trasposizione di Conan Doyle che ad un giallaccio italiano sanguinario e un po' zozzo. E' circondato da tipacci; per dire, Luciano Rossi, caratterista del cinema italiano specializzato in ruoli di spostati schizzati paranoici, Ivano Staccioli, gaio ossigenato, frequentatore delle patrie galere. Il comparto "belle signore un po' zoccole" è nutritissimo, anche se purtroppo il maniaco ce le abbatte una dopo l'altra; abbiamo la splendida Femi Benussi e l'ancora più splendida Susan Scott, entrambe durano lo spazio di un amplesso (particolarmente focoso quello della Scott, a suo tempo infatti censuratissimo); poi c'è Sylva Koscina (moglie di Capuana), ancora in gran forma, e che concede persino un signor topless. E non dimentichiamoci delle "minori", Annabella Incontrera, della notevolissima Krista Nell, della giovane ma disinibita studentessa Angela Covello, di Irene Pollmer e Franca Gonella. A chiudere due facce note del nostro cinema bis, Silvano Tranquilli e Chris Avram.

Le musiche sono di Giorgio Gaslini, jazzista gettonatissimo quando si parla di colonne sonore (c'è il suo zampino pure in Profondo Rosso, sebbene al dunque litigò con Argento e, come è noto, la soundtrack fu completata dai Goblin). Suo ad esempio il commento sonoro nervoso e inquietante durante l'amplesso di Tranquilli e la Scott; mentre tu cerchi di goderti le grazie della Scott, c'è quella musica che ti si insinua sottopelle e ti disturba, quasi a voler stigmatizzare quanto i due amanti fedifraghi stanno facendo. E una cifra per interpretare la pellicola potrebbe essere pure quella, visto che Montero pare proprio puntare il dito contro le ipocrisie ed i falsi perbenismi del ceto medio(alto) italiano. L'ambientazione è anonima ma al contempo universale, potrebbe trattarsi di qualsiasi città italiana, e praticamente ogni moglie, anche la più insospettabile, cova l'adulterio (persino con i nipoti appena ventenni...), come a dire che il vizio è talmente radicato da poter essere estirpato colo con una catarsi violenta, ovvero un maniaco.
E venendo all'omicida, quello è forse l'unico aspetto che mi ha convinto meno del plot; è un po' buttato lì, il perché è talmente vago e inconsistente che si stenta a crederlo. Si poteva fare di meglio, a mio parere.
Molto intensa però l'ultimissima scena, SPOILER: Capuana arriva un attimo prima che sua moglie venga assassinata dal maniaco, e lo spettatore rimane col dubbio se la sua inerzia sia dovuta ad una paralisi da shock, ad un tempismo non brillante, o alla precisa volontà di far uccidere sua moglie, sfruttando il maniaco, vista la recentissima scoperta del tradimento subito. Comunque sia, morta la Koscina, Capuana irrompe e ferma il maniaco, per poi ucciderlo a sangue freddo, un'esecuzione in piena regola. Puro spirito di vendetta (per le malefatte compiute dal maniaco, o per l'uccisione della moglie?). Capuana rimane un poliziotto, anche sotto tempesta emotiva, non cancella le tracce dei delitti, non elimina neppure le foto che provano il tradimento di sua moglie e, ligio e zelante, chiama al telefono il questore, apprestandosi a dichiarare risolto il caso.

Curioso il fatto che la borghesia sia ritratta come putrida, le donne siano tutte facili (vedi anche il dialogo tutto al femminile al salone dei massaggi), ma sugli uomini non venga battuto ciglio, il maniaco non se ne preoccupa, anzi si premura pure di cancellare gli amanti dalle foto, tante volte fossero riconosciuti.... così, per dire, quel filino di misoginia che non valuta come disdicevole le scappatelle dei mariti.
Tra le scene degne di nota, vengono ricordati due omicidi soprattutto, quello sulla scala a chiocciola, e quello della Benussi sulla spiagga, con un inseguimento che parte dal talamo della bella Femi occhi blu, prosegue nella campagna e arriva fino al bagnasciuga; qui, sarebbe notte, ma è palesemente giorno, e allora Montero si inventa un "effetto notte" un po' pecoreccio, con qualche filtro e la regolazione del diaframma. Il tutto al rallenty e con le urla belluine della Benussi squartata. Un po' tutti gli omicidi comunque sono maldestri per come sono girati, un po' posticci e plateali, ma ho l'impressione che il nudo delle attrici contasse ben più che il loro sangue.
Negli States è circolata una versione insertata con dell'hardcore, a titolo Penetration. La cosa buffa è che Farley Granger, protagonista del film, non esiste in questa versione.

1 commento:

  1. bello, bello bello! intorno alla metà degli anni '80 circolava anche sulle tv private in un bellissimo master widescreen, a dispetto della vhs Cinehollywood che invece è un brutto fullscreenaccio...
    il dvd crucco invece è di qualità eccellente, guai a farselo sfuggire! :)

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