giovedì 15 novembre 2007

La Terza Madre

Premessa: sono tra quelli a cui Il Cartaio e Ti Piace Hitchcock? non sono affatto dispiaciuti, anzi.
Premessa: spezzo volentieri una lancia a favore di Asia Argento, recita, a modo suo, ma recita.
Premessa: va molto di moda negli ultimi anni sparare a zero su Dario Argento, a prescindere dal reale valore delle sue pellicole. Ci può essere qualcosa di buono, qualcosa di meno buono, ma bisogna dire che Dario si è rincoglionito. Fa molto "intenditore", e quindi questa è l'opinione prevalente nell'intellighenzia di celluloide.
Premessa: 'sta storia della trilogia delle Madri è una gran bufala. Diciamoci la verità, Argento manco per il cazzo aveva pensato ad una trilogia quando girava Suspiria ed Inferno. A scopo meramente pubblicitario - e magari pure per carenza di idee - si è inventato l'esistenza di questa presunta trilogia di film. Si sa, adesso le trilogie vanno che è un piacere. Se non ne giri almeno una non sei nessuno. La Terza Madre è certamente stato scritto e pensato in relazione ai precedenti due film (e questo è il suo limite più importante), ma i precedenti due film non avevano affatto un impianto articolato su più capitoli; nessuna omogeneità o esplicito legame tra di loro. In poche parole, non c'era nessuna intenzione di scrivere una trilogia, all'inizio.

Il dunque: La Terza Madre è imbarazzante. Brutto e carente. Inutile attaccare Argento sui punti deboli del film, i suoi "difetti" sono sempre gli stessi. Recitazione degli attori inesistente, trama assente ingiustificata, cambi di scena improbabili, dialoghi talvolta ridicoli. Storicizzando il lavoro del regista si può affermare, a parer mio, che i suoi "difetti" sono diventati dei punti di forza, ossia dei veri e propri trademark che rendono Argento riconoscibile tra mille. Il suo approccio al cinema era e rimane naive, fanciullesco, ingenuo, sincero, spontaneo. C'e sempre dell'entusiasmo in ogni progetto che Dario mette in piedi, è palpabile, arriva fino in sala. Questo crea un rapporto di affetto inscindibile con lo spettatore, disposto a seguirlo anche nella consapevolezza che l'ultimo decennio ha portato un netto calo qualitativo nelle sue produzioni. In nessun caso un film di Argento è totalmente da buttare, completamente privo di spunti. C'è sempre qualche frammento geniale, interessante, creativo, originale. C'è sempre un motivo di interesse, e così è pure per La Terza Madre. L'uso delle luci, la fotografia, alcune inquadrature, la tensione, la paura (non credete a chi vi dice che il film ne è privo, niente di più falso!), le invenzioni artigianali.

Si potrebbe stare una giornata ad elencare inesattezze e passi falsi di questa opera, ma tutto ciò non toglierebbe alcunché al piacere di sedersi in sala per assistere al "nuovo film di Dario Argento". Personalmente se esce un suo film e non lo vado a vedere mi dispiace, ci sto male. Devo andare, comunque sia. Non fosse altro perché ha contribuito a costruire la mia adolescenza. Non fosse altro perché è una parte della mia formazione. Non fosse altro perché ha scritto alcuni tra i più bei film della storia del cinema e, per rispetto, gli devo almeno il biglietto per ogni sua nuova fatica.

6 commenti:

  1. Guarda, io non sono un cinefylo e lo sai benissimo, ma trovo che gli ultimi venti anni di film di Argento siano veramente orribili, da vedere giusto per comicita' involontaria. Questo qui ancora non l'ho visto, penso di farlo giusto per sghignazzare (sperando di raggiungere i vertici di riso isterico che mi procurava NonHoSonno).

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  2. il problema di dario argento è che continua a girare film come 20-30 anni fa. ma io la penso esattamente come l'ammiraglio, soprattutto in merito alla figlia...

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  3. Postmessa: non ho visto "La Terza Madre", ma per me Dario Argento si è effettivamente rincoglionito millenni fa e del "Cartaio" non so cosa dire, se non che è uno spreco di pellicola.
    non per fare il ganzo o l'intellettuale, ma perché tra Muccino che biascicava, una regia a dir poco televisiva e un'autopsia come unico motivo di interesse in un'ora e mezzo di film uscii dal cinema con la sensazione di aver buttato via dei soldi.
    Non è intellettualismo: credo davvero che l'ultimo film degno (cronologicamente) di Dario sia "Tenebre".
    Sarebbe carino anche "Do you like Hitchcock", ma è una cosina. I "grandi" film sono altri, credo.

    Oggi esce "Il nascondiglio" di Avati. Magari non sarà all'altezza della "Casa dalle finestre che ridono" o di "Zeder", ma sicuramente mi attrae più un "suo" ritorno all'horror che l'ennesimo tentativo di Argento di tirare a campare su una fama guadagnata (a ragione) trent'anni fa.

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  4. Prima di dover precisare su richiesta: sì, mi piacciono abbastanza anche "Phenomena" e un paio di minuti di "Opera", ma già lì cominciano ad essere più evidenti le forzature, gli errori e la sciatteria che si faranno largo in seguito.

    Curiosità: c'è un film in particolare che non sopporto ed è "Inferno". Nessun altro con la mia stessa allergia al "soprannaturale buttato lì"?

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  5. Jon, Inferno è "solo" il mio film preferito di Dario, quindi mi fermo qui e ti ringrazio del contributo :-)

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  6. Non ricordavo.
    Azzo, meglio tacere allora... :-P

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